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Tra Francia e Italia: un mese alla scoperta di Parigi, Bretagna, Val d'Aosta, Piemonte e Lombardia.

Partenza il 19 luglio; come sempre approfittiamo dei viaggi verso nord per passare a Lucca dal nostro concessionario di fiducia, la “Bondioli Caravan”; facciamo controllare il nostro camper e verso le 21.30 siamo a Massa, passiamo davanti McDonald' e decidiamo di fermarci. Ripartiamo alle 23 ed arriviamo fino ad un’are di sosta autostradale poco prima di Genova.

Siamo stanchissimi e decidiamo di fermarci per la notte, anche se questa non è la nostra soluzione preferita. Riprendiamo il viaggio al mattino presto e ci fermiamo alle 10 per fare colazione; risaliamo, quindi dalla Liguria verso il Piemonte. Ad un passo dal confine ci fermiamo per il pranzo nel parcheggio di Cesana Torinese. E’ la prima volta che usciamo dall’Italia con il camper e, dopo i primi timori, ci rendiamo conto che le mete dei nostri prossimi viaggi saranno sicuramente oltreconfine. Siamo diretti verso Parigi e per una serie di motivazioni, decidiamo di attraversare il paese percorrendo solo strade statali, niente autostrade! Una delle prime immagini indimenticabili (22 luglio) sono le distese di fiori dai colori magnifici. Ci fermiamo a raccoglierli e ne facciamo un bouquet da far invidia! Arriviamo al parcheggio di Disneyland di sera e dormiamo fuori l’ingresso del parco con tantissimi altri camper. 23 luglio: tempo incerto, la programmata giornata tra i personaggi Disney viene annullata; oggi è il giorno di Parigi in camper. Tra le tante cose viste, la Reggia di Versailles (riusciamo a vedere solo i giardini con il trenino). La sera, tornati nel parcheggio di Eurodisney ci trastulliamo fra i tanti negozi che si trovano all’esterno del parco. 24 luglio: ancora nuvoloso. Acquistiamo i biglietti per i mezzi pubblici ed oggi Parigi in treno+metro+autobus), Tour Eiffel, Notre-Dame de Paris, Rue de Rivoli, Arco di Trionfo, Place de la Concorde, Jardin des Tuileries, Basilique du Sacré Coeur, Piramide del Louvre, la statua Jeanne D''Arc at Place des Pyramides, Moulin Rouge, Pont Alexandre III e Hôtel des Invalides. 25 luglio: fortunatamente bel tempo:giornata interamente dedicata a Disneyland. Il parco è bellissimo, unico problema è che è sempre sovraffollato. 26 luglio: giorno di spostamento (iniziato molto tardi per sveglia posticipata visto l’orario d’uscita dal parco la sera precedente) verso l’Oceano. Alle 22 ci troviamo di fronte a Le Mont Saint Michel. Spettacolo da vedere almeno una volta. E’ il sito turistico più visitato della Normandia, grazie al fenomeno delle maree che con un dislivello fino a 14 metri in alcuni giorni ricoprono la terra fino alla base dell’isolotto su cui sorge il santuario. Per la sera ci sistemiamo nell’area attrezzata a pochi chilometri dall’Abbazia, sulla D275 di fronte al camping Saintmichel. Le piazzole sono spaziose, elettricità (uso anche il forno-microonde alla massima potenza!), ci sono i servizi e camper service. Ci troviamo molto bene. Iniziamo la giornata recandoci in bici all’Abbazia (27 luglio); notevole dal punto di vista architettonico, anche se le stradine da risalire per arrivare sulla sommità del monte sono invase da negozi e turisti. 28 luglio: ci alziamo come sempre tardino a causa delle giornate lunghissime; oggi si va a Cancale per la degustazione delle ostriche (le “huitres”). Spettacolari gli allevamenti e il mercato lungo il porto. Vengono servite su vassoi da 12 con limone, si degustano sul muretto che costeggia la spiaggia e si gettano giù i gusci. Sembra una tradizione, ce ne sono a tonnellate di gusci vuoti.

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Siamo in Bretagna e la prossima meta è Cap Frehél, un faro su una falesia di 70 metri. Sbalordiscono il panorama e le infinite distese rosa e gialle dei fiori d’erica e delle ginestre. Dormiamo nell’area camper poco prima del faro con tantissimi altri camper e al mattino (29) ci spostiamo per visitare Fort La Latte. Possiede un doppio ponte levatoio e come Cap Frehel sorge su una falesia. Risale al XIV secolo e nel forte si aggirano personaggi in costume d’epoca; l’insieme è molto suggestivo. Nel punto più alto si accede arrampicandosi dalla parte esterna della torre! Proseguiamo il nostro viaggio verso i calvari: ne vedremo soltanto due. L’enclos (calvario) di St.Thégonnec (dove c’è una bellissima area camper gratuita) e quello di Guimiliau. I calvari bretoni sono stati eretti fra il ‘400 e il ‘600. Non se ne conoscono gli autori e il tema principale è quello della vita di Gesù. Sono opere magnifiche; purtroppo ho un problema dovuto ad un colpo di freddo alla nuca e sono costretta a passare la sera in un pronto soccorso locale (eccellente servizio: attesa di circa venti minuti e cortesia). 30 luglio: si ritorna a Le Mont Saint Michel; ci spostiamo lentamente, facendo tra l’altro varie soste. Impieghiamo tutto il giorno e arriviamo intorno alle 21.30 per vedere l’alta marea. Ammiriamo il tramonto e riprendiamo il cammino verso Bayeux. La Cattedrale (Cathédrale Notre-Dame de Bayeux) in stile gotico-normanna, è uno dei monumenti nazionali di Francia. In città molti i luoghi che ricordano la seconda guerra mondiale: fu la prima città francese ad essere liberata dagli Alleati dopo lo sbarco. Passeggiamo tutto il giorno per le vie centrali ed alla sera ci rimettiamo in marcia. Attraversiamo di nuovo la Francia, passando per distese infinite di vigneti e paesi fioriti ad ogni angolo, si adornano di fiori persino i segnali stradali. Le rotonde sono tutte uniche nel loro genere, curatissime e molto spesso richiamano una caratteristica o un evento del territorio che occupano, come quelle di un paese dove (lo leggiamo da un cartello turistico) ha sede un’antica biblioteca: i fiori sono disposti su enormi forme di libri, calamai etc Il 2 agosto siamo di nuovo in Italia; il tempo oggi non è un granché, ma passando di fronte al Forte di Exilles (Piemonte) ci incuriosisce l’aspetto maestoso della costruzione; è aperto al pubblico e decidiamo di visitarlo. La visita è interessante. I percorsi liberi si alternano ai percorsi guidati, cui si aggiungono delle “figure parlanti”: i racconti di due anziani del posto, moglie e marito, sono narrati da due attori in due filmati proiettati sulle pareti del forte. La posizione dell’imponente edificio è strategica, si trova sulla direttrice che collega il Piemonte alla Francia attraverso il Monginevro. Qui è stato ospite tra il 1818 e il 1829 l’enigmatico personaggio detto “Maschera di ferro”. E’ aperto al pubblico dal 2000. Usciamo tardissimo dal Forte, pranziamo e poi di nuovo in viaggio, questa volta verso la Val d’Aosta. 3 agosto: il tempo è splendido e approfittiamo per una giornata relax in una delle aree attrezzate valdostane.

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Ce ne sono una trentina, e noi scegliamo quella di Cignas, vicino all’abitato di Donnas. Sono 2,5 ettari di estensione a circa 350 mt. di altitudine e quindi con clima relativamente mite; 40 gruppi di tavoli in legno con relative panche + 2 per disabili, circa 30 barbecue, servizi, fontane e anche dei lavabi per le stoviglie. Pranzo-barbecue e pomeriggio al sole in una piccola oasi alle spalle dell’area: laghetto tra le rocce. La sera visitiamo il Forte di Bard, anche se ormai è tardi per entrare nel museo. Risaliamo con l’ascensore e ammiriamo il panorama. 4 agosto: giro valdostano in camper: mercato dell’antiquariato a Courmayeur, spesa e di nuovo sosta per una bella passeggiata fra i monti. 5 agosto: il tempo è splendido anche oggi e, senza esitare, decidiamo che è il giorno ideale per l’escursione sul Monte Bianco, abbandonata vari anni fa in un nostro precedente viaggio per il tempo poco favorevole. La gita si rivela una delle più riuscite. Scendiamo direttamente alla terza “fermata”, sulla punta Helbronner, a 3.459 metri. Da qui panorama a 360 gradi sulle alpi italiane, svizzere e francesi; riscendiamo e la fermata centrale ci lascia al rifugio Torino, a 3.321 metri. Indimenticabili le scale che portano sulla terrazza panoramica! Ma la sosta più bella, a mio parere, è quella del Pavillon du mont Fréty a 2.178 metri (la prima fermata salendo da Courmayeur): vi è stato allestito il Giardino alpino Saussurea, che con un’area di circa 7.000 mq è il giardino più alto d’Europa. Intorno alle 17 siamo di nuovo a valle; di nuovo nell’area di Courmayeur per la notte e, al mattino (6 agosto) ci rimettiamo subito in marcia verso il Piccolo San Bernardo, che collega La Thuile con la Val d''Isère. Sul Colle è collocata la Statua di San Bernardo di Menton, che si stabilì qui per cacciare demoni e briganti. Il valico è punto di partenza di numerose passeggiate, ma noi, visto l’orario, ci limitiamo ad una breve escursione nei pressi del Lago Verney con avvistamento marmotte. Riscendiamo lungo i tornanti della D1090 e ci godiamo il panorama fino della Route du Col du Petit-Saint-Bernard fino a Séez. Approfittiamo per rifornirci di viveri per poi tornare in patria destinazione Gran San Bernardo. Arriviamo all’imbrunire e notiamo subito la differenza di temperatura: freddo e vento quasi invernali. La mattina del 7 agosto visita all’Ospice: interessanti la mostra e il video, ma la parte migliore sono i cuccioli di gransanbernardo.

<hrdata-mce-alt="Piemonte, Lombardia e rientro" class="system-pagebreak" />

Spostamento con molta calma il giorno successivo per arrivare sul Lago Maggiore in previsione della giornata (9 agosto) dedicata al Safari Park di Pombia. Pernottiamo nel parcheggio antistante l’entrata e come lo scorso anno, tra giochi e animali usciamo alle 19, orario di chiusura. Ci prepariamo, dopo aver cenato per ripartire in direzione della prossima meta: il Lago d’Iseo. 10 agosto: pranziamo in un piccolo parcheggio di fortuna proprio sul lago, vicino ad altri due camper; e, come spesso succede durante i nostri mai programmati viaggi, ci avventuriamo seguendo un’indicazione stradale verso le piramidi di terra di Cislano di Zone. Ne abbiamo viste di simili in Alto Adige, ma è un fenomeno così poco usuale che è sempre interessante da osservare: l''azione corrosiva dell'acqua che a contatto col terreno morenico della montagna ha dato forma a queste strane conformazioni. Dopo la passeggiata lungo il sentiero predisposto, ci incamminiamo verso Darfo alla ricerca di una lavanderia che fatichiamo molto a trovare; l’unica è nei pressi di un centro commerciale non proprio “di strada”. Ripristinato il guardaroba, ci avventuriamo verso l’Archeopark (11 agosto). Ho avuto notizie di questo parco da internet e devo dire che merita veramente una visita. Attenzione alla strada d’accesso, perché è molto stretta e con alberi lungo il percorso: con i camper bisogna avere la massima accortezza, il parcheggio esterno è invece molto comodo. Il parco si vive e si visita; villaggio palafitticolo, fattoria neolitica, labirinto, villaggio degli artigiani, angolo per arrampicata, spazio per le attività (a giorni alterni ci sono vari laboratori), visite guidate etc. Noi abbiamo la possibilità di usare il trapano a volano, di macinare il grano per poi preparare il pane e cuocerlo, di fare frottages delle incisioni su roccia, di “battere” il rame per farne una ciotolina e, per finire, una inquietante gita su una canoa preistorica sempre sul punto di ribaltarsi! Nel parco c’è la possibilità, previa prenotazione, di consumare pasti “preistorici” nel ristorante. Usciamo ad ora di chiusura, ma non è molto tardi così decidiamo di azzardare una visita al Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di NaquaneCapo di Ponte. E’ stato il primo sito italiano ad essere inserito nell’elenco UNESCO, a ragione vista l’enorme quantità di incisioni risalenti ad epoche preistoriche che riproducono migliaia di figure su enormi lastre di arenaria. I due giorni successivi sono praticamente solo di viaggio, tranne una sosta al Parco acquatico di CivitavecchiaAquafelix; la sera del 13 agosto siamo a Roma per salutare parenti emigrati tanti anni fa in vacanza in Italia. Abbiamo ancora qualche giorno a disposizione, e così il 14 ci spostiamo a Torvaianica per trascorrere qualche ora (praticamente fino a notte!) nel parco Zoomarine. Tra giochi e spettacoli usciamo quasi a mezzanotte. Il giorno successivo è ferragosto e, come mai successo prima, lo trascorriamo al mare. Rientro a casa il 16 agosto.

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