Capodanno in Sicilia: sole e gastronomia

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Ancora la Sicilia, dopo circa sei mesi dal primo viaggio. Nel primo pomeriggio del 29 dicembre ci incamminiamo sulla Roma-Napoli, prima, e sulla Salerno-Reggio Calabria, poi; nonostante il periodo non incontriamo traffico, e la sera dormiamo

in una delle ultime aree di sosta prima di Villa San Giovanni. Attraversiamo lo stretto la mattina successiva (30 dicembre) e, via autostrada, arriviamo a Giardini Naxos. Non entusiasma molto la visita al percorso archeologico, che vediamo tra l'altro sotto una leggera pioggerellina. Si riparte in direzione Randazzo per una golosissima sosta alla già provata "Pasticceria Musumeci": in inverno non ci sono i gelati ma la pasticceria al pistacchio e alle mandorle è unica! Dopo aver abbondantemente degustato e fatto scorta di pasticcini e cassatine ci incamminiamo verso Aci S. Antonio dove, nella frazione Santa Maria La Stella si svolge il presepe vivente degli antichi mestieri. Benché non abbia una tradizione antichissima, nasce nel 2002, riproduce egregiamente ambienti e mestieri di epoche passate in un percorso costruito con strutture allestite per l'occasione. Proprio per questo non è il solito presepe che si adatta ad ambienti preesistenti, ed ogni anno viene proposto un diverso tema che completa e caratterizza il tradizionale percorso. Molti i mestieri: i fornai che offrono ottime e svariate pizze appena sfornate, i fabbri, i falegnami, i pastori; curiosissimo e simpaticissimo un bimbo che illustra ai visitatori la storia e l'uso di un antico trapano. L'angolo dell'osteria obbliga ad una pausa: qui vengono distribuiti assaggi di pietanze locali veramente eccellenti. Il presepe si conclude con il palazzo di Erode, prima di arrivare allo spazio dedicato al tema dell'anno, l'arca di Noè. Merita un plauso speciale quest'arca ricostruita in legno dove all'esterno è visibile il diluvio: getti d'acqua che cadono dall'alto! All'interno Noè in carne ed ossa con moltissimi animali, cavalli, asini, struzzi, pecore, galline, tacchini, e perfino un maialino nero! Usciamo abbastanza tardi ed arriviamo a Siracusa quasi a mezzanotte.

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Aci Sant'Antoni...
Aci Sant'Antonio Aci Sant'Antonio
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Aci Sant'Antonio Aci Sant'Antonio
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Aci Sant'Antonio Aci Sant'Antonio
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Aci Sant'Antonio Aci Sant'Antonio
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Aci Sant'Antonio Aci Sant'Antonio

31 dicembre: siamo già stati in questa splendida città, ma passare qualche ora tra le stradine dell'Ortigia è sempre piacevole. Torniamo a visitare il Duomo, o Chiesa Madre, che sorge sui resti dell'antico tempio dorico dedicato ad Athena; la Chiesa è un vero splendore, notevolissime comunque le cappelle di Santa Lucia e quella del Sacramento. La cappella di Santa Lucia conserva la famosa statua d’argento della Santa, che non è però visibile protetta da una grande porta; solo durante i periodi di festeggiamenti a dicembre e a maggio è possibile ammirare la statua alta quattro metri. Passeggiamo fin la Fonte Aretusa, al ritorno imperdibile il solito giro di acquisti nel caratteristico mercato mattutino dell'Ortigia; come sempre scorta di capperi, peperoncino, verdure e, in ultimo, gli eccellenti prodotti del negozio Borderi; eccellenti come sempre la ricotta infornata, la treccia affumicata, salsicce essiccate, ricotta, pomodori secchi e l’indimenticabile conserva di pomodoro. Torniamo al camper, pranziamo e ci spostiamo a Fonte Ciane per fare quattro passi lungo il fiume dei papiri. Ritorniamo a Siracusa e usciamo di nuovo; ci rechiamo alla Chiesa Santa Lucia; di costruzione bizantina si trova nell'area dove, secondo la tradizione, ci fu il martirio della Santa. In via del tutto eccezionale, ci permettono la visita al sepolcro di Santa Lucia; si scende fin giù attraverso un lungo corridoio da dove si arriva al loculo che servì alla sepoltura della Santa; il corpo non è più qui perché conservato nella Chiesa di San Geremia a Venezia; molto bella la statua in marmo di Gregorio Tedeschi. Torniamo al camper per la preparazione del cenone di

Siracusa
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